live in Burla… e

“… A volte vorrei vivere nell’aria

E rimanere sospeso senza più ostacoli

Giocare coi mostri delle mie insicurezze

E trasformarli in canzoni come un miracolo

Su tutta la terra che corre sotto i piedi

Come un mappamondo di pezzi fragili

C’è ogni uomo che cerca e cerca la sua idea

Insegue la verità e il suo contrario

La musica fa sognare e volare capire

La musica da la forza di reagire

La musica fa viaggiare senza partire

La musica fa capire ciò che vuoi capire…”

(Litfiba, “La musica fa”, 1995)

è così…

la musica è unica.

rapisce, stupisce…

ti porta dove non sai,

dove non avresti pensato…

ma se ti porta lì,

è perché LEI SA che tu ci puoi andare.

ci puoi andare in quel momento,

perché in quel momento sei pronto per vivere intensamente e condividere quelle emozioni: paura, ansia, trepidazione, sfogo, gioia…

a un certo punto la musica ti fa capire che puoi unire dei puntini. come nel gioco enigmistico…

è un paradosso che proprio un’esperienza come questa, proprio in questo momento storico di social a manetta, non possa essere condivisa se non con parole. già, parole e basta. niente foto, niente video, in carcere non sono ammessi.

CARCERE???

già, carcere.

oggi ho suonato in carcere, a parma, per allietare (spero!) persone che non conosco, di cui non conosco ne’ storia, ne’ provenienza, ne’ gusti musicali.

persone che non avrei mai pensato di incontrare.

e invece, grazie alla musica, è successo.

o meglio: non solo grazie alla musica: senza valeria, stefano, senza l’esperienza alla bula, non ci sarei mai stato. ma tutte queste cose, persone, incontri, situazioni, sono state e sono possibili grazie alla musica, alla sensibilità, alle emozioni, alle sensazioni che provo grazie alla musica e che mi smuovono qualcosa (tanto!) dentro. sicuramente (qualcuno dirà che cerco sempre il modo di tirarli in ballo), anche grazie agli U2. è molto affascinante come conciliano loro musica e impegno sociale. ma non sono andato là per emulazione.

la musica, per chi la sente e la vive veramente, per chi ha “l’Opera inside”, è soprattutto condivisione. condividere è quasi un bisogno.

e questo bisogno oggi si è manifestato con due ore di canzoni suonate, a volte solo accennate, semplicemente con due chitarre acustiche, con karla, nel carcere di parma.

le ansie/entusiasmi/paure/speranze dei giorni scorsi sono state decisamente ripagate:

è stata un’esperienza molto bella e intensa, x le emozioni prima, durante e dopo.

tecnicamente non so, ero un po’ raffreddato e l’attrezzatura non era delle migliori. ma come sempre la musica non è solo quello, ma il cuore. il cuore di chi canta, e quello di chi ascolta e si coinvolge. e quello c’era, e quanto ce n’era !

sono ancora un po’ frastornato e ho molti flash…

– with or without you, versione riarrangiata in acustico x me, coinvolgendo l’audience nell’urlo liberatorio finale, ripetuto tre volte, da magone…

– le richieste: dai pink floyd, a lucio dalla, a mario merola…

– gli applausi, sinceri…

– le porte del carcere che, magicamente, si aprono in modo più semplice e col sorriso, grazie alla musica (non solo: grazie soprattutto al lavoro appassionato e contagioso di annaclara!)…

– un ragazzo che al termine del concerto, uscendo, mi dice “devi cantare le tue, di canzoni, sei bravo!” perché gli è piaciuta Anime nere…

– uscire già con la data di un nuovo appuntamento, non perché siamo piaciuti, ma perché è stato apprezzato il coinvolgimento del pubblico… la musica risveglia…

ora mi fermo, perché sono un fiume in piena…

sono ancora “a caldo”, sebbene dopo qualche ora di decompressione…

grazie, GRAZIE!

esco più ricco di come sono entrato…

come dice il mio amico David, “That’s the beauty of a musical experience. it flows both ways.”.

#dreamoutloud !!!

fabio

PS

mi sembra giusto ma soprattutto bello aggiungere le impressioni di karla, che ha vissuto queste emozioni con me.

i cancelli non possono bloccare

Le mura non possono contenere

Perché la musica arriva dappertutto

Arriva dove le parole non possono arrivare. Arriva portando emozioni potenti. Infatti ho detto, durante la nostra performance, che anche quando non si capisce un testo l’emozione dovrebbe arrivare… anzi è quella la potenza della musica: la capacità di trasmettere emozioni!

Ho sentito anche una grande energia dal pubblico che ci ha accolto, che ha partecipato con noi, che era proprio lì molto volentieri CON NOI! Bello!!! Esperienza unica”.

(karla)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *