You’re the best thing

E’ strano…A scuola ti fanno fare mille temi in cui ti fanno parafrasare, commentare poesie scritte mille anni prima e tu scrivi le cose che (se va bene!) hai studiato il giorno prima, o che (più reale!!!) stai copiando dai bigliettini che hai sotto al banco, senza capirci nulla…
Poi…

30 anni dopo, ti trovi a commentare una canzone appena uscita e che aspettavi da tempo, e ti sembra all’improvviso di capire cosa ti chiedevano a scuola 30 anni fa…


Devo ammettere che la prima cosa che mi ha colpito e affascinato di “You’re the best thing about me”, la nuova canzone degli U2, uscita oggi, è che Bono scelga, senta il bisogno, ancora oggi, proprio oggi, di scrivere una canzone x Ali…

Sua moglie. Da 35 anni. Non solo. La ragazza con cui sta da quand’era al liceo, quando avevano 16 anni…

In tanti amici, sapendo della mia passione x Bono e gli U2, mi chiedono della storia personale di Bono. Ogni volta che racconto la storia con Ali, tutti chiosano “figurati se non ha avuto altre storie!”… considerando che non sono il suo biografo ufficiale e che (purtroppo!) non lo conosco neanche di persona, posso limitarmi a quello che so dai libri che ho letto, dalle news sui siti, e soprattutto da quanto si evince dai testi delle sue canzoni.

E questa è una canzone che non lascia dubbi sul suo amore x lei…

Vediamo:

“To a boy”, cioè conferma che la storia dura da mooolto tempo!!! Da quando era semplicemente “boy”…

Ma è anche una canzone sulle fatiche, derivate dall’experience, che non sempre è chiara, infatti spesso e ripetutamente si chiede “Why?”

ci sono alcune frasi che mi colpiscono in modo particolare:

l’inizio, che è molto intimo…

“When you look so good, the pain in your face doesn’t show

When you look so good and baby, you don’t even know”

 implica una conoscenza forte… Bono conosce bene Ali. Sa che spesso “fa buon viso a cattivo gioco” e appare contenta anche se non lo è, ma anche che è contenta anche se lei non se ne accorge…

ma anche :

“When the world is ours but the world is not your kind of thing” …

Quasi vivessero in due mondi diversi…

Mi ricorda quando nell’intro di Song for Someone dedicava la canzone a Ali dicendo “questo sono io nella mia cameretta cercando di scrivere la canzone perfetta per a ragazza perfetta, che ancora oggi continua a ripetermi che non le interessa la perfezione…”

“I’m the kind of trouble that you enjoy”

è talmente forte che è inspiegabile…

tipo “lo so che sono un casino nella tua vita, ma è un casino che ti piace…”.

“The best things are easy to destroy”

è strettamente legato alla fragilità, a come spesso sei talmente fragile che non sei in grado di capire come, perché ti metti in certe situazioni, che sembrano averti fatto perdere tutto… anche (e soprattutto) le cose migliori…

“Why am i walking away” è una frase mooolto personale, che si relaziona a tante cose successe e che succedono nella mia vita, quando ti chiedi se stai facendo la cosa giusta… mi ricorda l’intro di Bad a Roma 15/7, “Trattenere, lasciare andare…”

poi Bono mette in stecca 3 frasi decisamentr forti, perlomeno x me, a livello personale:

“There’s no risky thing for a man who’s determined to fall”

è una frase molto significativa x me… colpisce decisamente a fondo…

per non parlare dell’insoddisfazione che a volte ti coglie nella vita, nella relazione, nella vita…

“I have everything but I feel like nothing at all”

ma anche:

“How bad can a good time be?”

è decisamente complessa… mille idee, riferimenti, collegamenti, paure…

e poi, magicamente,

il “bridge”

 (termine tecnico usato per definire una strofa che ha un ritmo e melodia diversa e che accompagna al ritornello finale):

“I can see it all so clearly

I can see what you can’t see

I can see you love her loudly

When she needs you quietly”

è come se, cantata da Edge, questa fosse una visione esterna (di cui ha tutto il diritto, essendo amico di vecchissima data di entrambi) sulla relazione fra B e A. Edge gli dice: “ vedo tutto molto chiaramente, vedo quello che tu (essendo coinvolto direttamente) non riesci a vedere: vedo quanto la ami LOUDLY (ad alta voce, fragorosamente, sbandierandolo ai 4 venti = quindi in un certo senso critica anche il suo dedicarle canzoni??)) mentre lei ha bisogno di essere amata QUIETLY… delicatamente… sottovoce…

il finale, permettetemelo, è ancora personale (come se il resto non lo fosse…) ed è dedicato a Chiara…

“Oh you’ve seen enough to know it’s children who teach”

e fa pandàn (non so come si scrive!) con

“freedom has a scent like the top of a new born baby head”, frase che mi scrisse a fine 2004 via sms (allora non c’era whatsapp!) quando seppe che aspettavo di Matti…

walkon, mates!

dreamoutloud!!!
ascolta la canzone:

https://open.spotify.com/track/73VrGWg4I2DJiWXtbseyiG?si=CZzMA1ss

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