Rome&Dublin, 8 days and not coming down

Rome&Dublin, 8 days and not coming down (ogni abbraccio era vero)

c’ho messo un po’ a scrivere qualcosa…

ho provato a lasciar decantare quel marasma emotivo così ingestibile ma così bello…

è qualcosa difficile da spiegare…

prendendo in prestito da Bono ho provato a chiamarla Opera

è più di una passione…

è un’emozione, e alle emozioni non si comanda ne’, soprattutto, ci si abitua…

sensazioni, ricordi, emozioni rinchiuse che si liberano… trovano la loro dimensione e fanno trovare a te la tua… una dimensione in cui sei te stesso.. liberamente…

saltando, ballando, piangendo….

senza paura o vergogna di esprimere quello che sei e che provi davvero…

molto sonno, recupero poco…

mi dedico a frenci e matti, sperando che possano, ora o poi, cogliere quell’inspiegabile miracolo che la musica 🎶 (tutta, in particolare quella di Bono&soci) provoca nella mia pancia malata, nella mia testa vuota e nel mio cuore debole…

e che dopo avere il dono di intuire questo miracolo possano un giorno sperimentarlo a loro volta, diventando capaci di lasciarsi travolgere, come ho scritto nella dedica del libro…

è tutto così semplice e complicato allo stesso tempo…

è ancora presto x rielaborare questa botta emotiva…

tre loro concerti in otto giorni non li avevo mai fatti…

come sempre, tanti mi hanno chiesto le solite cose: “ma vedi tre concerti uguali?” o “ma quanti ne hai visti?”

non so cosa mi da più fastidio: l’uso del verbo “vedere” o il banalizzare tutto a un numero…

come sempre, è difficile rispondere…

anche se in realtà mi piacerebbe rispondere… forse scrivo più x loro ke x ki come me coglie queste emozioni al volo… ho sempre creduto che non conti il numero di concerti visti ma “l’intensità” con cui li si vive… e intensità significa tutto: ansia, paura, fatica, stanchezza, gioia, sorpresa, scoperta, riscoperta, incontri, incontri mancati, presenze assenti, assenze presenti, battesimi, illusioni, disillusioni, meraviglia, risate, lacrime, abbracci in cui perdersi…

significa avere la disponibilità a “lasciarsi riempire”, la disponibilità emotiva a lasciarsi travolgere e portare con sè…

mi rendo conto di quanto tutto questo sia rischioso: tanto bello quanto estremamente pericoloso, x chi come me è “emotivamente indifeso”…

Bono Edge Larry Adam riescono sempre a colpire…

e non lo dico x auto convincimento fanatico-ossessivo…

è davvero reale…

ogni volta riescono a portarmi via con loro…

ogni volta in modo diverso…

una canzone mai fatta, un arrangiamento cambiato (nuovo o tornato alla versione originale), una frase o una parola che cambia, (detto così sembra poca cosa, ma in realtà apre un nuovo mondo, xke B non la cambia mai in modo casuale, ha sempre un nuovo messaggio da dare)…

a sort of homecoming

l’ho sentita solo due volte dal vivo, entrambe uniche: a slane con sara, a roma con kiara. poco importa se stavolta eravamo sugli spalti, x una strana e unica alchimia, non ci saremmo mai stati se non così, a roma… (thanks tommy-j…)

e ogni volta un abbraccio, sentito, vero… non come quelli “formali” che vedi scambiare oggi ovunque…

in fondo forse son contento che non l’abbiano rifatta a dublino, anke se lì x lì ci son rimasto male… meglio così… così rimane davvero unica…

non solo:

non sarebbe stato ugualmente emozionante, coinvolgente, devastante, unico se fossi stato sotto al palco, anke in prima fila, face to face con Bono, ma da solo, senza qlcuno con cui condividere… qualcuno che comprendeva e condivideva totalmente quello che succedeva prima/durante/dopo e cosa significava… ma non solo lo capiva, lo viveva con me… come me….

lo sapevamo prima, che l’avrebbero fatta… entrambe le volte…

è esattamente questo…

lo sapevamo, in modo totalmente astratto, irrazionale, ma reale.

x questo non conta il resto…

exit
God only knows quanto speravo di sentirla.. da sempre sperata, suonata, interiorizzata… ma nulla di paragonabile a viverla live… che cos’è stata… con B che diventa Mr Shadow Man (quasi a rispolverare i fasti di McPhisto) e in quel momento addirittura si toglie gli occhiali (gli occhiali!! Bono!) x sre più vero…

lo stadio quasi in silenzio x il side-B di joshua tree, chi xke non lo conosceva e ne restava ammaliato e chi era (come me) emotivamente impossibilitato a qualunque forma di espressione…

ho perdonato persino la famigerata tripletta bday/elevation/vertigo: non mi esaltano particolarmente ma dopo aver appena sentito tutto (tutto!) the joshua tree di fila non posso certo lamentarmi x tre canzoni… (e in fondo in fondo devo confessare che ho saltato ankio…).

Bad
fino a qualche anno fa era una rarità in cui sperare… ora è in scaletta ogni sera, intensissima. e la canta a piena voce!!

è vero, tanti si aspettavano la “chicca” a dublino. io compreso. “chicca” nel senso di una variazione alla scaletta, una canzone diversa, unica x casa loro (e x casa di tutti i fan del mondo, non dimentichiamocelo… mesi di conoscenze sui social con fan all over the world, e magicamente li rivedi tutti lì, a saltare e piangere insieme a te…).
alla fine non hanno variato la scaletta, ma vedere un B così in forma, giocoso, scherzoso… solo lì… il suo “Oh my God” all’inizio di found dice tutto.. ed eravamo solo alla quinta canzone…

per non parlare del racconto prima di trip: dal giochino “hypnosis, back in my body” 


(video by U2gigs.com)

al racconto delle prime “rehearsal of U2

“can you play THE guitar”?…..

a volte basta un articolo…

ho perdonato persino la non uscita del nuovo album (accantonato temporaneamente x la celebrazione di TJT30), ma non solo: ho capito xké hanno rimandato: non è (solo) un’operazione commerciale: USA1987 e USA2017 hanno davvero tanti, troppi punti in comune, reagan e trump… B l’ha capito e ha scelto di riproporre TJT proprio in questo momento… non poteva essere più attuale, più sentito, più vero…

quante lacrime…

a dublino su found, wowy, one tree hill

a roma le ho lasciate tutte su homecoming, dopo non ne avevo più…

la ricerca (prima, a roma) e la foto (poi, a dublino) x U2 Tattoo Project… il racconto di un tatuaggio molto meno appariscente di tanti che ho visto, ma non x questo meno intenso… basti pensare al significato e al momento in cui l’ho fatto…

“what does it mean for you? having U2 on yr skin?”….

è circolare…

è come se l’ansia sospesa da torino (nonostante il palco) trovasse un suo compimento…
l’intervista con David e Amanda per Dream Out Loud Film… intervista è riduttivo… un incontro con due persone che conoscevo da sempre… che avevo già incontrato da tempo sul web e con le quali condividevo a distanza un sogno… era già diventato realtà, il sogno, ma conoscersi, abbracciarsi, impappinarsi (bloccarsi) durante l’intervista in inglese senza vergogna xke provavo a esprimere quanto di meno esprimibile a parole, è stato una cosa unica…

quanti “battesimi” qs anno…

e poi… “U2 is not a R’n’R band, we’re an Opera band” a Roma2… non tanto il promo del libro, come ho scritto nell’immediato post concerto, è stato emozionante xke ho avuto l’ennesima prova di “aver fatto centro”, di aver trovato il titolo giusto, di aver colto un aspetto così viscerale x Bono…


chissà se avrà guardato davvero quel libretto in un momento libero…

non so…
come dicevo all’inizio, queste cose ce le avevo dentro da un po’, ma aspettavo a scriverle che si sedimentasse un po’ di più il magma interiore…

vediamo come evolve…

i’m not coming down…

i’m dreaming out loud as long as i can…

che miracolo…

GRAZIE

fabio

 

PS

x vedere tutte le foto del concerto di Dublino, clicca qui

Un pensiero riguardo “Rome&Dublin, 8 days and not coming down”

  1. Materiale per un nuovo libro???
    Confessando che non sono in grado di apprezzare come potrei se solo sapessi esattamente di cosa parli ( mi riferisco ai titolo delle canzoni) scrivi molto bene ma soprattutto si sente che è per te tutto così importante e vero che per me e’ quasi imbarazzante…. abbracci

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